Conservatori Italiani

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R. Reagan

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venerdì, 05 novembre 2004
Riguardo la morte di Arafat

Pace all'anima sua.

Tutti noi Conservatori Italiani vogliamo esprimere le nostre più sentite condoglianze ad amici e parenti.

Al contempo vorremmo esprimere la nostra felicità per le rinnovate speranze di pace che da quest'oggi si prospettano per i popoli Palestinese ed Israeliano.

Ora l'unico a dover dare un Giudizio sul defunto leader sarà Dio Onnipotente.

Postato da: UgoPrimo a 14:47 | link | commenti (5) |
conservatori

giovedì, 04 novembre 2004

A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada.
W.Churchill

Postato da: UgoPrimo a 15:55 | link | commenti (3) |
aforismi

Four more years!

Inutile dire che i Conservatori Italiani festeggiano insieme al popolo Statunitense la rielezione di George W Bush jr.

Postato da: UgoPrimo a 15:40 | link | commenti (7) |
conservatori

venerdì, 15 ottobre 2004
Notizia sfuggita ai più: i bombardamenti salvano gli ostaggi.

Trovo sul sito di FoxNews, e puntualmente posto. In risposta ai soliti noti (Francesi), incapaci di liberare i loro ostaggi NONOSTANTE l'appoggio, almeno a parole, della peggior feccia terroristica, che se la prendono con i bombardamenti USA.

U.S. Bombing Allowed Hostages to Escape
Friday, October 15, 2004


BEIRUT, Lebanon — Two former Lebanese hostages returned home from Iraq, and their employer said a U.S. bombing that wounded both men, killed their Iraqi driver and their kidnappers had allowed them to escape.

Charbel Karam Haj and Aram Nalbandian, who work for a travel agency, were kidnapped Sept. 18 along with their driver, Ahmed Mirza, as they drove on a highway between Baghdad and the insurgent stronghold of Fallujah (search), 40 miles to the west.

The kidnappers and Mirza were killed Wednesday when U.S. forces bombed the building in Fallujah where the three were being held, Fadi Yassin, the travey agency's owner, said at Beirut's airport after flying back from Baghdad with Haj and Nalbandian.

"Haj and Nalbandian were removed from under the rubble by some Fallujah mujahedeen (search) (holy warriors)," Yassin said.

He said Haj suffered a fractured hip and Nalbandian had a broken ankle. They were taken to the American University Hospital.

Nalbandian said he and Haj did not expect to make it out alive.

"We were expecting death every minute," he said.

Haj, who said he was in great pain, refused to speak with journalists.

Nalbandian said the men were treated poorly shortly after the kidnapping, "but things improved later." He said the captors told them that British hostage Kenneth Bigley (search) was being held captive in the same building, but they never saw him.

Bigley and two Americans captured with him were beheaded; the Tawhid and Jihad group, led by Jordanian Abu Musab al-Zarqawi, claimed responsibility.

Insurgents in Iraq have kidnapped more than 150 foreigners in their campaign to drive out coalition forces and hamper reconstruction efforts. Most have been kidnapped for ransom and freed unharmed, but at least 30 have been killed.

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Postato da: UgoPrimo a 10:21 | link | commenti (4) |
attualit politica italiana

martedì, 12 ottobre 2004
Sarebbe veramente uno scandalo...

Spero che molti di voi leggano correttamente l'inglese, e vogliano mettere il naso qui per scoprire quanto l'informazione di certa parte politica stia sempre più scadendo.

Postato da: UgoPrimo a 09:56 | link | commenti (5) |

mercoledì, 29 settembre 2004
Diversità storiche

Postato da: UgoPrimo a 14:23 | link | commenti (2) |

lunedì, 27 settembre 2004
Da Libero...

La vita a Milano conquistata dagli islamici di ALESSANDRO GNOCCHI

FANTACRONACA

Sono arrivato davanti al carcere alle 8 e 30. Le Guardie della rivoluzione l’hanno sorpresa per strada senza velo. Quante volte gliel’ho detto: «Adele, mettiti il chador, questi fanno sul serio». Soprattutto con gente come noi. Io sono gravemente compromesso: ho lavorato in un giornale anti-islamico. Nessuno dei miei colleghi, o quasi, si è salvato. Direttori, vice direttori, caporedattori sono scomparsi quasi subito. I loro cadaveri senza testa sono stati appesi a piazzale Loreto. Molti altri sono stati rieducati in qualche carcere. Non ho loro notizie da mesi. Io l’ho scampata: per fortuna facevo parte della bassa manovalanza. Ovviamente non trovo un lavoro. Me l’hanno consegnata ridotta come uno straccio. L’hanno pestata, il viso tumefatto. L’hanno umiliata e costretta a pulire i cessi. Nella Repubblica islamica italiana, come nel resto dell’Unione islamica europea, sono giorni grami per le donne. Non riescono ad accettare di aver perso tutti i diritti che avevano appena conquistato. Le pasionarie che un tempo volevano dialogare con l’islam sono scese in piazza per protestare. Le Guardie della rivoluzione le hanno prima insultate e poi massacrate di botte. Pomeriggio Camminiamo in silenzio. Come sempre a mezzogiorno il muezzin annuncia che è giunto il momento della preghiera. La città si ferma. La gente smette di parlare. Ci fermiamo anche noi e facciamo finta di pregare un Dio in cui non crediamo. Figuriamoci, siamo sempre stati atei. Secondo le nuove leggi essere atei è un reato. Stiamo imparando a memoria il Corano ai corsi serali di rieducazione. Ma basta prendere la metropolitana, o accendere la radio, per sentire la voce cantilenante di qualche Imam che recita le sure del libro sacro. Quando rientriamo a casa, nostro figlio è sul divano che guarda la tv. Mio padre e mia madre gli fanno compagnia. Abitavano in una bella casa del centro ma è stata confiscata dalla rivoluzione. Ora è abitata da un importante mullah.


Viene da chiedersi fino a quando questa sarà FANTAcronaca.






Postato da: UgoPrimo a 10:10 | link | commenti (5) |
attualit politica italiana

lunedì, 20 settembre 2004
La stanchezza dell'Occidente

Qui di seguito riporto il testo di un nuovo documento che potrete consultare tra quelli già presenti in Home Page . Per quanto datato ci sembrava giusto riportarlo alla vostra attenzione per i contenuti, profondamente attuali.

Buona lettura.

La stanchezza dell’occidente
Qual è il vero segnale, e profondo, che viene dalle elezioni in Spagna



E’ovvio, almeno ai nostri occhi, che la leggenda nera di un governo spagnolo di destra che nasconde la verità dopo le bombe per impedire che vinca la pace nelle urne, e viene punito dalla reazione nobile degli elettori, è un completo rovesciamento della realtà. Saranno anche stati maldestri nella comunicazione, e a non essere un po’ furbi in politica si finisce al macello, ma Aznar e i suoi si sono comportati in modo eticamente impeccabile. In prima pagina ricostruiamo meticolosamente gli avvenimenti, e ne emerge che dopo le stragi il governo spagnolo ha ragionato sul filo dei fatti per alcune ore, e i fatti imponevano l’attribuzione prevalente all’Eta delle bombe sui treni, ammettendo come legittima fin dal primissimo pomeriggio del giovedì nero madrileno la congettura di una pista islamica, che a settantadue ore dalla strage e nell’immediata vigilia del voto il governo stesso ha correttamente rivelato al paese e al mondo nel mentre si concretizzava, in tempo reale. La grande manipolazione mediatica è invece venuta da sinistra: con efficace e maliziosa tendenziosità, si è imposto immediatamente e con manifestazioni aggressive e palesemente illegali il paradigma del complotto governativo contro la verità, per nascondere una pista investigativa che avrebbe condannato il “governo della guerra in Iraq”. Perché il paradigma “verdad y paz” si fondava sull’assioma infame secondo il quale se tu non vieni a patti con il terrorismo internazionale di matrice islamica, e gli fai la guerra, sei responsabile della sua reazione, sei direttamente colpevole dei morti fatti dagli amici e sodali di bin Laden. In Italia, paese non belligerante che si è limitato a inviare una spedizione militare per la ricostruzione del paese a guerra finita, un ragionamento simile era stato fatto da Luciano Violante a proposito della strage di Nassiriyah, e non era passato. Ma con l’aiuto di duecento morti e di una grande emozione pre-elettorale, in Spagna il paradigma è passato. Pazienza, non sarà uno Zapatero, per adesso un rispettabile signor nessuno della politica iberica, a cambiare le sorti del mondo, che allo stato delle cose non appaiono d’altra parte né magnifiche né progressive.

Un modo di vita aperto sul vuoto
C’è un problema più importante e generale da segnalare. Era già successo in Germania nell’autunno del 2002: bastò un “ohne mich”, senza di me, pronunciato da Gerhard Schroeder a proposito della guerra contro Saddam Hussein per rovesciare le sorti di un duello elettorale con Edmund Stoiber che era già deciso in favore di quest’ultimo. Ed è noto che l’appeasement è una generosa vena storica dell’Europa, e in particolare del socialismo europeo: anche quando Winston Churchill verso la fine degli anni Trenta denunciava solitario il rischio di negoziare con Adolf Hitler, la sua posizione restò di netta minoranza tra le classi dirigenti e nell’opinione pubblica pacifista. Ma in tutta la recente storia della reazione egoistica, chiusa e spaventata, dell’opinione europea all’11 settembre e alle sue conseguenze, c’è qualcosa di più che non la continuità con l’illusione dell’appeasement o spirito di Monaco. Oltre tutto, potremmo realisticamente trovarci nel prossimo novembre persino davanti alla sorpresa di un rovesciamento di fronte dell’opinione americana, un paese dove il cemento del patriottismo e di una concezione eticizzante e religiosa dei doveri della politica (la lotta tra bene e male) ha fino ad ora sorretto fortemente la strategia antiterrorista dell’amministrazione.
Fino ad ora.
Il fenomeno profondo con il quale dobbiamo fare i conti è questo: l’occidente è stanco. E’ stanco da molti anni, e non si contano i guru che ne hanno profetizzato il declino o il tramonto anche con argomenti solidi, ma la sua stanchezza non è più premonizione teorica, stilema libresco, genere letterario o ipotesi filosofica per i dotti che s’interrogano sul senso della vita: siamo veramente tutti moralmente esausti, lavoriamo poco, siamo ormai lontani dai manufatti dell’industria e dalla terra perché tutto è tecnologia e servizi, siamo popoli di operatori della cultura e del terziario, siamo tutti un po’ scolari un po’ insegnanti un po’ preti di base e formiche di condominio, siamo tutti pensionati effettivi o potenziali, le parole che per noi contano sono volontariato, ricerca di sempre più nobili idealità, solidarietà, eguaglianza, accoglienza, vacanza, 35 ore, tutela, garanzia, assicurazione, benessere, diritto alla salute, gratuità delle prestazioni, difesa dal mercato e dai suoi rischi. Ci fanno invece sorridere parole come disciplina, obbedienza, tradizione, catechismo, ortodossia, patriottismo, valore militare, lealtà, onore; ci sembra irritante la sola idea di una civiltà comune, nazionale o regionale, appunto occidentale, con i suoi vincoli di carattere culturale, linguistico e religioso; detestiamo la divisione dei ruoli familiari, rifiutiamo una educazione rigorosa pubblica o privata e le preferiamo la spontaneità delle pedagogie permissive, coltiviamo la suggestione libertaria di abitudini di vita stordite, ispirate al self interest, a un individualismo che si scioglie soltanto nello sciame, nel branco dei tuoi simili che trotterellano con te senza senso sul ciglio di un burrone appeso al vuoto, e temiamo il dolore, la sofferenza, il carattere effimero di quel corto segmento senza importanza che è la vita personale, e intorno al progetto dell’immortalità celebriamo qualsiasi rito a portata di mano, ci rifacciamo il cuore ma anche la faccia o il seno o le labbra, e tutti aspiriamo a una qualche protesi che ci faccia forti dentro l’esistenza che è il nostro confine assoluto, essendo una di queste protesi il diritto a fabbricare bambini, e a fabbricarli sempre più belli e sani, o a rifiutarli se sono un incomodo.
Sapete che questo giornale non è bacchettone, non lo è mai stato. Non facciamo del moralismo, e parliamo di noi, di tutti noi per come siamo, senza nostalgie e ideologie tradizionaliste. Amiamo le nostre caratteristiche, il nostro vuoto pieno di libertà. Ma questo non deve impedirci di valutare la situazione per quel che è, per quel che essa ci dice. Noi siamo esausti, l’Islam non lo è. Noi mascheriamo sotto le insegne del diritto internazionale e della pace perpetua, due miti evanescenti, la rinuncia a batterci, la delega della sicurezza agli specialisti degli apparati, non vogliamo subire rischi, pagare tasse, sentire prediche in relazione al problema di difendere la pace come la pace è sempre stata difesa, con le armi e con la guerra. Dal ’79 khomeinista, da venticinque anni tondi, l’Islam ha invece fatto della sua miseria, della sua arretratezza civile, e anche dell’infinita e truce bellezza della sua religione e del suo legalismo, uno strumento e un grido di battaglia contro il Grande Satana. Arrivano, in aereo o in treno o sul bus, e ci fanno saltare in aria insieme con i loro martiri. Continuano a dirci la loro verità eroica: amano la morte più di quanto noi amiamo la vita. Noi vogliamo essere lasciati in pace, loro ci fanno la guerra. E la reazione elettorale spaventata di un popolo fiero e straordinario come quello spagnolo, roba di sei-sette punti percentuali, raggiunge soltanto alla luce di questa realtà profonda una sua magnitudo sismica. Può essere che l’autodifesa esistenziale degli ebrei d’Israele e la reazione combattiva degli americani e degli inglesi a difesa del loro e del nostro sistema di vita alla fine travolga tutto e imponga anche all’Europa di uscire dalla consolante convinzione che il potere in occidente è cattivo e bugiardo e guerrafondaio, mentre il mondo sarebbe un giardino delle delizie se solo facessimo la carità ai poveri. Può essere anche di no. Se sarà no, è perché siamo stanchi.


(tratto dall’editoriale del quotidiano IL FOGLIO del 16.03.2004)

Postato da: UgoPrimo a 11:27 | link | commenti |
conservatori

venerdì, 17 settembre 2004
TERRORISMO, ARRESTATO IN SPAGNA GERMANO FONTANA

Roma, 17 set. (Apcom) - La polizia ha arrestato in Spagna Germano Fontana, latitante dal 1979. Ex militante di Prima Linea, Fontana è poi passato ai Proletari Armati per il Comunismo (Pac), il gruppo fondato da Cesare Battisti, rifugiato in Francia e latitante da settimane.

Fontana, che in passato aveva svolto la professione di grafico, si era 'rifugiato' da alcuni anni a Barcellona, dove, sotto falso nome, lavorava presso una società specializzata nel settore. L'arresto in Spagna è scaturito dall'attività investigativa condotta dalla Digos di Milano con il coordinamento della direzione centrale della polizia di prevenzione. Già da alcuni giorni gli agenti erano sulle tracce di Fontana. L'estradizione di Fontana in Italia "è prevista nei prossimi giorni".

Nato a Milano il 4 dicembre del 1953, latitante, Fontana era ricercato in campo internazionale in quanto colpito da un ordine di esecuzione della condanna ad un residuo di pena di 8 anni e 2 mesi di reclusione per banda armata, associazione sovversiva, rapina ed altri reati minori. L'ordine è stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Milano il 30 novembre del 1996. In riferimento alla sua militanza con i Pac, il gruppo co-fondato da Cesare Battisti, Fontana è stato anche coinvolto nelle indagini sull'omicidio del gioielliere Torregiani.

Nel 1981 Fontana viene condannato dalla Corte d'Assise di Milano a 14 anni di reclusione con l'accusa di banda armata, concorso in detenzione di armi, rapina ed altri reati minori. In particolare, gli viene contestato di aver fatto parte dei Pac. La sentenza viene parzialmente modificata in appello e in Cassazione e diviene esecutiva nel 1996.

Amen

Postato da: UgoPrimo a 16:19 | link | commenti (3) |

giovedì, 16 settembre 2004
La vera democrazia non ha paura di se stessa.

USA, PROPOSTO EMENDAMENTO PER SCHWARZENEGGER PRESIDENTE NEL 2008
16/09/2004 - 09:39


Washington, 16 set. (Ap) - Arnold Schwarzenegger non può aspirare a essere eletto presidente degli Stati Uniti, perche' è nato all'estero, in Austria, e prima di diventare americano era cittadino austriaco. Tutto questo però potrebbe cambiare se sarà approvato un emendamento alla costituzione proposto da un rappresentante repubblicano californiano al Congresso Usa.


La proposta del deputato Dana Rohrabacher se approvata permetterebbe a tutti i titolari di cittadinanza americana da più di 20 anni di candidarsi alle elezioni presidenziali. E nel 2008 Schwarznegger potrebbe tentare la corsa alla Casa Bianca.


L'attore, ora governatore della California, ha ottenuto la cittadinanza americana nel 1983 e si è detto favorevole a sostenere l'emendamento in modo che tutti i cittadini nati stranieri possano aspirare alla Casa Bianca. Schwarzenegger ha però evitato di rispondere alla domanda se intende presentare la sua candidatura.


Rohrabacher ha affermato in una intervista che l'ex attore austriaco ha per obiettivo la presidenza degli Stati Uniti. "Abbiamo persone molto qualificate che potrebbero far progredire il nostro Paese e non c'è ragione perche' siane escluse dalle elezioni presidenziali" ha detto il rappresentante repubblicano.


http://notizie.virgilio.it/informazione/top_news/index.html?cart=11388445



Il terrorismo non potrà mai vincere fino a che esisterà questo sogno: il sogno AMERICANO



Postato da: UgoPrimo a 11:03 | link | commenti (3) |